20
Ago

Storia del barbiere: com’è cambiata negli anni questa professione?

Il barbiere è una professione, ma anche un’arte, antica e nobile. Chi esercita tale professione si occupa di radere la barba, lavare, tagliare e di accomodare i capelli e la sua bottega è chiamata barberia.

Non tutti però sanno che, in passato, il barbiere praticava anche la chirurgia si occupava cioè pure di cavare i denti, di fare salassi ed eseguire piccoli interventi

 

Vediamo in breve la storia del barbiere:

Secondo studi storici sin dal Paleolitico inferiore colui che tagliava i capelli era persona dall’alto rango sociale, come saggi e sacerdoti. Credendo che nei capelli risiedesse l’anima, tagliarli significava simbolicamente spazzare via il male accumulato per ritrovare nuove energie.

I barbieri erano quindi persone riverite, rispettate e rispettabili. Alcuni ritrovamenti archeologici nell’antico Egitto risalenti al 3500 A.C. testimoniano di pietre aguzze considerate utensili da barbiere. La storia dei barbieri passa poi per gli antichi greci e i romani, questi ultimi erano sempre rasati e con i capelli a posto, ma solo dopo aver subito l’influenza ellenica. Fu l’invasione dei barbari che riportò in Europa la moda di barbe e capelli lunghi come era nel primo periodo dell’Impero Romano. Nel 296 A.C. è testimoniata da un senatore romano l’introduzione di vere e proprie barberie a Roma.

Fino al 1745 le corporazioni di chirurghi e le corporazioni dei barbieri lavoravano insieme, poi ci fu la divisione per volere di re Giorgio II di Gran Bretagna che separò le due gilde. La professione di barbiere fu ridotta solo alla cura dei capelli e della barba. Analoga decisione fu poi adottata da re Luigi XIV di Francia, con conseguente e progressiva perdita di prestigio nella professione in tutta Europa.

Nel 18° secolo ebbero il loro momento d’oro i produttori di parrucche, ma dopo la Rivoluzione francese la gente smesso di utilizzare parrucche, e allora sono diventate le popolari acconciature con capelli naturali.

Agli inizi del 800, nonostante non fossero più autorizzati a farlo, in molti negozi di barbiere ancora praticavano il salasso ed estrazioni dentali, soprattutto nelle piccole città dove non vi erano medici. Dal 1850 però queste pratiche furono definitivamente eliminate e la professione fu riorganizzata e  ridotta alla cura di barbe e capelli.

Nella seconda metà del 19° secolo, vi erano barbieri in tutte le città e cominciarono a essere inaugurate le catene di barberie. I barbieri recuperano il loro prestigio sociale e l’attività ha avuto una rinascita che ha motivato la ricerca di nuovi standard e regolamenti per rendere la professione più affidabile e prestigiosa.

Nascono le prime associazioni di categoria e furono fondate diverse scuole di barbiere. Infatti, per garantire un livello professionale, fu allora necessario istituire delle licenze e garantire una adeguata formazione e istruzione professionale.

Arrivando a tempi più recenti, qualche anno fa il barbiere era ormai considerato un mestiere di seconda classe, sottovalutato. Ma, oggi che la barba è tornata di moda, grandi artigiani italiani del settore lavorano duramente per riportare questa professione a livelli di eccellenza.

Curata quasi a livelli maniacali e ostentata, negli ultimi anni la barba è diventata irrinunciabile per l’uomo moderno. I “barber shop”, come vengono chiamati oggi, prima erano luoghi necessari per la toilette quotidiana, ma oggi le barberie sono veri e propri locali di tendenza dove prendersi cura di sé.

 

 

 

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